Associazione Spazio Zero Gorla Maggiore

NOI DI SPAZIO ZERO

L’associazione Spazio Zero nasce nell’autunno del 2001. In quell’anno, parte della Cooperativa sociale Totem, in accordo con il comune di Gorla Maggiore – nella provincia di Varese –, iniziarono a reclutare adolescenti con l’obiettivo di coinvolgerli a pieno in un progetto su misura per loro.
Precisamente, Cooperativa sociale Totem realizzava e realizza ancora oggi progetti di partecipazione giovanile, utilizzando strumenti di animazione socioculturale. In questo modo, essa accompagna informalmente gruppi di giovani nella realizzazione di eventi e progetti sul piano locale. La parte pratica permette di rafforzare la coesione del gruppo e di sviluppare una rete di valori sociali condivisibili. Nel 2001, Stefano Bottelli, educatore e responsabile di Cooperativa sociale Totem, venne chiamato dallo stesso Comune con l’obiettivo di ideare progetti educativi, culturali e formativi per i giovani, garantendo a questi ultimi uno spazio apposito di espressione.

Con in mente questa visione progettuale, i partecipanti si diedero subito da fare in piccoli lavori, volti ad ampliare la coesione sociale.
Questo obiettivo venne presto raggiunto: da qui l’associazione come la conosciamo oggi prese vita. “Spazio Zero” decise di chiamarsi così per sfidare la sorte: il termine scelto venne visto come un richiamo di sfida poiché, in quel periodo, lo spazio d’azione e di inclusione sociale dei giovani era uguale a Zero. Con la sua fondazione, i promotori desideravano creare uno spazio istituzionalizzato per loro stessi e le future generazioni. “Spazio Zero” doveva essere un punto di riferimento, una base di appoggio ben solida; non solo per avere una voce nell’ambiente esterno, ma anche per fare da bacino di raccolta, dando ai ragazzi, anche dell’avvenire, uno spazio già presente sul territorio per potersi far ascoltare e per poter essere considerati.
Oltre ai consueti tornei sportivi, vennero organizzati cineforum, eventi musicali, ed incontri culturali. Nel 2005, venne alla luce il progetto che fece fare il salto di qualità a Spazio Zero: i “Distillati Sonori”, il cui eco è risuonato ben oltre il 2005 ed i confini di Gorla Maggiore.

Dopo il risultato incredibilmente positivo, ogni anno Spazio Zero iniziò ad adoperarsi per dargli una cadenza annuale. I“Distillati Sonori” rimangono tutt’oggi l’evento di punta che permette all’associazione di rimanere attiva e presente sul territorio, allargando la sua rete di contatti. Ad esempio, svariati soci attuali sono venuti a conoscenza di Spazio Zero proprio in occasione di questa manifestazione. Il suo aspetto fondamentale è quello di essere pensata “per le persone”, per condividere con gli utenti i frutti di tutte le esperienze vissute in Spazio Zero.

Nel 2007, Spazio Zero diventò un’Associazione di Promozione Sociale legalmente riconosciuta, iscritta al registro provinciale degli enti no profit.

Nel 2009, si effettuò un progetto di scambio culturale europeo con alcuni ragazzi portoghesi e polacchi, ospitati dal Comune nella sua struttura scolastica. Insieme ai giovani associati, visitarono Varese, i laghi e la città di Milano.

Nel 2011, l’Associazione Spazio Zero partecipò a “MediActive Youth”, progetto di Cesvov , con il fine di promuovere il volontariato nelle scuole superiori della provincia di Varese, attraverso lo strumento audio visivo. In quest’ambito, Spazio Zero presentò un video promozionale delle proprie attività .

Nel 2012, l’associazione vinse il premio “Giovani del Volontariato” , e nel 2013 venne organizzato “Welcome Home” (festa in stile anni ’50 di ispirazione vintage) per festeggiare il lancio del libro scritto dall’educatore Stefano Bottelli e da Luciano Turrici sulla storia dell’associazione.

Nel 2014, i fondatori vinsero il progetto SIGMA promosso da Regione Lombardia e da Consorzio del Medio Olona, organizzando un evento sul tema della mafia: “Oltre i 100 passi – Viaggio per la legalità”. Due giorni di dibattiti e musica in cui presenziò Giovanni Impastato, fratello della vittima di mafia Peppino. Durante l’incontro, si parlò del libro scritto da Giovanni (il cui titolo dava il nome all’evento stesso) e venne sottoposto a tutti i presenti un questionario anonimo sulla influenza della mafia nella vita dei cittadini e all’interno del contesto istituzionale.

Nel 2018, l’associazione affrontò un ricambio generazionale e una modifica dell’intero direttivo, indispensabile dopo oltre dieci anni di attività. Il team ha visto l’ingresso di diversi ragazzi e ragazze tra i 18 e i 30 anni, provenienti dal Paese “di origine” e dalle zone limitrofe. Esso amalgama diversi background scolastici, accademici e professionali, che contribuiscono a generare le idee più disparate, mantenendo apertura e flessibilità.
Nello stesso anno, facendo rete con altre associazioni, il nuovo organico ha creato ancora una volta –  da zero – un evento mai proposto in passato. Durante la prima domenica di febbraio, infatti, le nuove leve hanno organizzato nella proverbiale Area Feste “Pizzoccheriamo”, evento culinario in stile valtellinese che ha riscosso grande successo tra i partecipanti. 

Nel 2019, l’associazione conta circa 30 soci, escludendo i fondatori e le persone adulte che ne sostengono l’operato e comprendono l’importanza di dare uno spazio sociale alla comunità giovanile varesina.
In quest’ultimo anno, l’associazione si è data molto da fare per ampliare il numero e la tipologia di eventi, creando una fitta rete sociale con molte associazioni del paese e non, diventando così una maggiore base di appoggio e supporto. A ciò, è corrisposto un ampliamento del pubblico a cui l’associazione si vuole rivolgere.  
Ad oggi, “Spazio Zero” continua a perseguire la sua mission: favorire i momenti di unione e condivisione tra i giovani dal punto di vista sociale, culturale e professionale, per creare una rete di comunicazione tra di essi e ascoltarne richieste, pensieri e tematiche.

Il nostro obiettivo

Un posto per i giovani

Creare un posto e/o un qualcosa per i giovani è sempre stato il nostro obiettivo primario

Crescita personale

Grazie a Spazio Zero, molti giovani
sono cresciuti personalmente.

Gruppo

Creare un gruppo e allargare le proprie conoscenze rende Spazio Zero un’associazione in grado di collaborare con molte realtà.